Inefficacia di Tilavonemab nella paralisi sopranucleare progressiva


La paralisi sopranucleare progressiva ( PSP ) è una rara malattia cerebrale che si verifica quando le cellule in specifiche aree del cervello che controllano i movimenti del corpo, la capacità di pensare e il comportamento subiscono dei danni o muoiono.

Questo può essere causato da una proteina chiamata proteina tau che è normalmente presente nel cervello, ma può alterarsi e accumularsi all’interno delle cellule. I sintomi della paralisi sopranucleare progressiva continuano a peggiorare, impedendo ai pazienti di svolgere le attività quotidiane e di vivere in modo autonomo.

Uno studio ha verificato se Tilavonemab, un anticorpo anti-tau disegnato per ridurre la quantità di proteina tau nel cervello, potesse essere utile per curare la paralisi sopranucleare progressiva.

Questo studio è una prosecuzione del primo studio ( M15-562 ) condotto sugli esseri umani, in cui erano state somministrate dosi diverse di Tilavonemab ai pazienti con paralisi sopranucleare progressiva.
Lo studio di estensione aveva come obiettivo quello di verificare se Tilavonemab fosse o meno efficace e sicuro nei pazienti con paralisi sopranucleare progressiva.

Sia i pazienti che avevano ricevuto il placebo sia i pazienti che avevano ricevuto Tilavonemab nello studio M15-562 sono stati assegnati in modo casuale ai gruppi di dosaggio di Tilavonemab.
Lo studio era anche in doppio cieco, indicando che né i pazienti né i medici dello studio sapevano chi stava ricevendo le dosi più alte o più basse di Tilavonemab.

L’obiettivo principale dello studio era comprendere se il trattamento con Tilavonemab fosse sicuro ed efficace a lungo termine nei pazienti adulti con paralisi sopranucleare progressiva.
E' stata, inoltre, valutata la comparsa di eventuali effetti collaterali nei pazienti dopo il trattamento con l'anticorpo monoclonale.

Allo studio hanno partecipato 142 pazienti adulti che avevano completato lo studio originario ( M15-562 ), più uomini ( 61% ) che donne ( 39% ).
L’età dei pazienti andava da 55 a 87 anni, con un’età media di 70 anni. Solo pazienti adulti di età pari o superiore a 55 anni hanno partecipato a questo studio, perché si tratta di una malattia degenerativa che colpisce principalmente le persone anziane.
Per partecipare, i pazienti dovevano aver completato il periodo di trattamento di 52 settimane dello studio originario ( M15-562 ).

Lo studio era suddiviso in due parti: un periodo di trattamento e un periodo di follow-up post-trattamento.
I medici dello studio hanno verificato se i pazienti dello studio originario M15-562 soddisfacevano i criteri di inclusione necessari per partecipare a questo studio di estensione.
L’ultima visita dello studio originario ( M15-562 ) corrispondeva al primo giorno dello studio di estensione ( M15-563 ).
I pazienti che avevano ricevuto Tilavonemab nello studio M15-562 hanno continuato a ricevere la stessa dose nello studio di estensione, mentre i pazienti che avevano ricevuto un placebo nello studio M15-562 sono stati assegnati in modo casuale all’assunzione della dose bassa o della dose alta di Tilavonemab.

Nel periodo di trattamento, i pazienti hanno ricevuto Tilavonemab mediante infusione endovenosa fino a un massimo di 76 settimane.
Nel periodo di follow-up post-trattamento, i pazienti sono stati seguiti per 20 settimane dopo la dose finale del periodo di trattamento.

Questo studio è stato interrotto anticipatamente dallo sponsor dello studio, in quanto Tilavonemab non aveva mostrato efficacia per il trattamento della paralisi sopranucleare progressiva nello studio originario.

Circa il 21.1% dei pazienti ( n=30 ) ha manifestato effetti collaterali gravi durante lo studio. La percentuale dei pazienti che hanno manifestato effetti collaterali gravi ritenuti possibilmente correlati al trattamento dello studio è stata dell’1.4% ( n=2 ).

Circa l’1.4% dei pazienti ( n=2 ) ha interrotto il trattamento a causa di effetti collaterali durante lo studio.

Un totale di 13 pazienti ( 9.2% ) è deceduto durante lo studio. Nessuno di questi decessi è stato considerato correlato al trattamento dello studio.

Circa il 67.6% dei pazienti ( n=96 ) ha manifestato effetti collaterali durante lo studio. Il numero totale dei pazienti che hanno manifestato effetti collaterali ritenuti possibilmente correlati al farmaco dello studio è stato di 24 ( 16.9% ).

In conclusione, l’effetto di Tilavonemab sui sintomi è stato misurato con una apposita scala di valutazione, denominata PSPRS, che ha misurato le variazioni nei sintomi della paralisi sopranucleare progressiva dal periodo precedente al trattamento dello studio fino alla settimana 52.
Questa scala ha misurato l’impatto del trattamento su item come attività quotidiane, capacità motorie ed equilibrio.
Nei pazienti che hanno ricevuto Tilavonemab ( alla dose più alta o più bassa ) non è stato osservato alcun miglioramento dei sintomi della paralisi sopranucleare progressiva.
Gli effetti collaterali in questa popolazione di pazienti erano simili agli effetti collaterali osservati nei pazienti con paralisi sopranucleare progressiva.
Entrambi i livelli di dosaggio di Tilavonemab sono apparsi essere sicuri e ben tollerati. ( Xagena_2020 )

Fonte: Abbvie, 2020

Xagena_Medicina_2020